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MANIFESTO INTERNAZIONALE DEL FRATTALISMO
Inviato il: 2014-08-10 alle: 10:07:00
Prendete un film. Prendete un libro. Prendete un fumetto. Prendete un dipinto. Prendete una fotografia. Prendete una scultura. Prendete una qualsiasi opera letteraria, un qualsiasi tipo di forma d’ arte visiva. Prendete una di queste cose, oppure prendetele tutte. Una alla volta, oppure tutte insieme. Non è importante. Prendetele, tagliatele, sminuzzatele, frullatele, mixatele, smantellatele e poi ricomponetele. Stendete ora tutto il preparato sul tavolo e osservate quello che esce fuori. Vedete. Tutte quelle pieghe che si sono venute a creare? Quelle onde, quelle curve, quelle rette. Tutte diverse e tutte uguali allo stesso tempo. Non le vedete? E allora avvicinatevi. Avvicinatevi un po’ di più. Aprite gli occhi. Apriteli bene e osservate attentamente. Vi trovate di fronte a qualcosa di particolare. Di molto particolare. Qualcosa che in natura avete già visto. Che vi è sempre saltato all’occhio ma che non avete mai saputo spiegare. Le pieghe che tutte queste forme d’arte hanno preso, sono state mischiate, shakerate, agitate nel vostro cervello, creando un enorme cocktail di informazioni. Informazioni diverse. Molto diverse. Differenti ma allo stesso tempo uguali. Ebbene sì, perché vi sarete resi conto che tante di quelle informazioni vengono poi riprese da qualcun altro. Riutilizzate. Riciclate. Reinventate. Arricchite. Impoverite. Modificate. Rielaborate. Un giorno arriva qualcuno e ti dice che dopo l’ “Iliade” e l’ “Odissea”, non si può più scrivere nulla di originale. Un giorno arriva qualcun altro e ti dice che nella “Bibbia” e nel “Corano” c’è già scritto tutto. Si cambia epoca e si cambia modo di pensare. Un giorno scopri che, nella “Divina Commedia” prima e ne “I promessi sposi” poi, ci sono i germi di una nuova lingua. Un giorno inizi a riflettere (a riflettere sul serio dico) e scopri che tutte quelle informazioni di prima, quelle che hai preso, tagliato, sminuzzato, frullato, mixato, smantellato e ricomposto, non sono più informazioni, sono diventate qualcosa di più importante. Di più forte. Sono diventate idee. Idee nuove, idee vecchie, idee rielaborate, idee tue, idee proprie. Idee che si ripetono nel tempo. Uguali e allo stesso momento differenti. Idee che impastate e stese insieme vanno a creare qualcosa di mai visto prima. Un’opera originale. Un’opera nuova, con situazioni inedite e con ripetizioni. Rielaborazioni. Una curva di idee molto particolare. Un frattale. Una funzione continua e non derivabile in alcun punto. Una curva di Koch. Qualcosa che ritorna. Sempre uguale e sempre diversa. E se, per semplificarvi le cose, volete andare a tagliare questa curva, oppure volete avvicinarvi, volete zoomare, per osservarla meglio non rimarreste soddisfatti. Perché ecco che la curva ripeterà sempre la sua stessa identica forma. All’infinito. Un eterno ciclo di nascita, morte e resurrezione di un’idea. Un frattale è proprio questo. E’ un oggetto geometrico che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, ovvero non cambia aspetto anche se visto con una lente d'ingrandimento. In matematica si chiama Omotetia Interna. Prendiamo una Brassica Oleracea. Prendiamone una varietà italica. Non avete capito di cosa sto parlando? Parlo di broccoli. In particolare del broccolo romanesco. E’ simile ad un cavolfiore, ha una forma piramidale e tante piccole rosette, disposte a spirale, che riproducono la forma principale e si ripetono con regolarità. Ogni rosetta è composta da numerose rosette più piccole. Ecco a voi l’esempio più comune di frattale. Spero di essere stato chiaro. Perché con questo esempio matematico (e anche un po’ casereccio grazie al broccolo venuto in soccorso), ho cercato di introdurvi ad un nuovo movimento artistico. Una corrente avanguardistica che tocchi ogni forma d’arte oggi conosciuta. Una nuova tendenza che miri a raggruppare autori e artisti che abbiano una visione comune dell’arte. Un modo di scrivere, di dipingere, di scolpire, di fotografare, di filmare e più in generale di creare, che faccia uso di particolari ripetizioni. Quasi come fosse una rima interna. La stessa parola, ripetuta più volte all’interno di un discorso. Lo stessa frase ripetuta più volte all’interno di un capitolo. La stessa inquadratura che si ripete in una pellicola. Le stesse strutture ripetute più volte all’interno dello stesso libro, film, fumetto, dipinto, ecc. Le stesse immagini all’interno di una stessa sequenza. Che sia essa filmata, disegnata, fotografata, scolpita oppure descritta in prosa o in versi. Questo è il frattalismo. L’uso di strutture radicate nell’animo dell’autore. Strutture che creano una referenzialità nell’artista. Eterni ritorni, sempre uguali, sempre diversi. Ispirazioni. Ispirazioni prese dalla vita di tutti giorni. Routine. Da una vita tutti i giorni uguale. Ritmo. Da una vita uguale alla vita di tante altre persone, che siano vive tutt’ora o che siano vissute secoli fa. Una vita uguale e unica al tempo stesso. Cent’anni fa la vita era diversa. Cent’anni fa, però, la vita era uguale alla vita di oggi. Anche precedentemente era uguale. Perché alla fine è sempre il solito ciclo che ritorna. Tutto cambia per ritornare come prima. Sogni. Altro non sono che la ripetizione di eventi vissuti, mischiati tra loro, confusi, criptati, codificati. Eventi già visti che riemergono nel sogno e che hanno bisogno di essere analizzati per essere compresi. Questo è il frattalismo. Il sogno è parte integrante del frattalismo perché recupera l’eterno ritorno dei fatti accaduti e rielaborati. Perché è citazionismo. Citazionismo della tua stessa vita. Perché le citazioni sono importanti. Le citazioni di un’altra opera esprimono l’amore che l’autore ha per quella determinata opera citata. Genere. Nel frattalismo non esiste genere. Tutto diventa commistione di generi. Non si può più catalogare, inscatolare un’opera nella stretta morsa di una categoria ben delineata. Ogni genere deve essere distrutto, annientato, smontato. Montaggio. Montaggio di arti differenti, oppure di modi differenti di fare arte. Montaggio con salti temporali. Con ritorni al passato e rimandi al futuro. Montaggi non solo cinematografici, ma anche letterari, visivi, plastici, performativi. Tempi non-lineari. Ricreati grazie alla finissima arte del montaggio. Cinque minuti. Dammi cinque minuti e ti racconto una storia. Cinque minuti salienti della tua vita. Dilatati e prolungati nel tempo. Quei cinque minuti diventano un racconto. Un racconto del tuo stesso cervello. Tutto quello che ti passa nella mente in quei cinque minuti. I collegamenti, i pensieri, le idee, le emozioni. In ogni tua giornata, come in ogni film che vedi, alla fine sono solo cinque i minuti che contano. Quello che succede prima e dopo non è affare mio, ma dammi quei cinque minuti e ti creo un racconto. Esagerazione. Esagerazione nei sentimenti. Esagerazione nelle emozioni. Esagerazione nei personaggi. Esagerazione nella vita riflessa nell’arte. Perché è di questo che si nutre il frattalismo e l’arte in generale, di immagini esagerate, esasperate, portate al limite del verosimile, dell’assurdo. Ciò che è Reale è Razionale. Allora, allo stesso modo, ciò che è Irreale è Irrazionale. Il frattalismo è irrazionalità, irrealtà. Servita in maniera allegorica, simbolistica, quasi ipnotica. Resa tale dall’uso esasperato delle ripetizioni. Ogni descrizione esagerata, onirica, simbolica, serve ad esprimere qualcosa di molto reale. Un sentimento esagerato che l’autore ha il necessario bisogno di esprimere. Di comunicare. Di far conoscere. Di rendere noto al pubblico, di farlo partecipe. Di portarlo a conoscere una nuova forma d’arte. Il frattalismo. Una forma d’arte che liberi l’animo umano dalla paura della morte, dalla fine, dall’incompiutezza, dal termine ultimo. Perché nel frattalismo nulla muore, nulla termina, nulla finisce. Nel frattalismo tutto si rigenera, tutto si ripete, tutto rinasce per ricominciare di nuovo. Ricominciare sotto la guida di uno spirito rinnovato. Uno spirito rivoluzionario. Uno spirito immortale.


Daniele Barillà